Vittorio Corsini

Light mood

Il tema della comunità, trova, al Centro Polivalente, una declinazione ancora più ampia. In un luogo per eccellenza d’incontro collettivo, il sistema più ampio cui Corsini fa riferimento è la sconfinata rete di internet. La tecnologia informatica, quale attuale strumento d’interazione in una rete globale, è in effetti oggi uno dei mezzi più rilevanti attraverso cui ci rapportiamo con “l’altro”.  Corsini evidenzia la natura prettamente percettiva di questo strumento di informazione attraverso la creazione di un intervento che ne declina l’immaterialità. Così, in Light mood la luce diventa il materiale prescelto mentre le qualità di questa luce – i suoi colori – variano in base alle emozioni espresse dagli utenti di Twitter, secondo quell’associazione tra colori e stati d’animo studiata dal sociologo statunitense Plutchik. In effetti, come dimostrato dalle più recenti ricerche in ambito psicologico, sono proprio le nostre emozioni a determinare le qualità dei rapporti con “l’altro”. 

Un’installazione che dà colore alle emozioni e che – come loro – muta di continuo, lasciandoci spaesati di fronte all’effimerità dei sentimenti. L’idea di base è questa: ci sono otto emozioni “primarie” che tutti noi proviamo e che si mescolano tra loro, generando sentimenti sempre nuovi, positivi o negativi, attivi o passivi. A ognuno è associato un colore, che lo rende percepibile agli occhi di tutti, così sfacciatamente pubblico, quasi urlato, anche quando non vorremmo.

Amore, indifferenza. Sorpresa, aspettativa. Fiducia, inquietudine. L’artista dà forma – o meglio, colore – a ogni variazione impregnandolo di ogni sorta di umore.

E l’arte di Corsini, d’altronde, è l’arte pubblica per eccellenza, quella pensata per indagare le relazioni e narrare storie comuni, dialogando col mondo anche a partire da uno spazio chiuso. Il Centro Polivalente, allora, diventa l’occasione per stringere legami nuovi, per creare zone di appartenenza e riflettere su una società sparpagliata, eppure tanto emotivamente vicina da dare vita a un solo colore. È quella che Corsini chiama Social machine, una “macchina” viva, in continuo movimento, fatta di intersezioni e schianti tra storia individuale e Storia collettiva. Così migliaia di persone, grazie ai propri tweet, si incontrano per la prima volta in uno spazio reale, che è insieme fisico e mentale, capace di accogliere emozioni contrastanti e di accordarle in un’unica sfumatura.


Bibliografia
Gabriella Lo Ricco, Essenziale leggerezza – Alcuni lavori di Vittorio Corsini a Peccioli su Gizmo Architectural review, 17 Dicembre 2018
Pietro Gaglianò, Quattro progetti pubblici, Belvedere S.p.A., 2017


PHOTOGALLERY

SCHEDA OPERA

Artista Vittorio Corsini
Titolo Opera Light mood
Data
Tecnica Luce RGB algoritmo
Tipologia Installazione

DOVE SI TROVA


Peccioli, Centro Polivalente

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