Vittorio Corsini

Rovo

2018

“Ogni autore ha delle ossessioni che si ripropongono: io torno spesso a scrivere di natura, del rapporto tra l’uomo e gli animali, delle trasformazioni del pianeta, ma anche del rapporto che abbiamo con la morte e la scomparsa. Un’ambientazione ricorrente, per me, è il bosco”, dichiara la poetessa e scrittrice Laura Pugno in una intervista rilasciata in occasione del Premio Campiello 2017. L’incendio, il racconto che scrive per questo progetto, è la storia di Pietro un uomo che appicca incendi convinto di ritrovare, tra le fiamme del fuoco, il volto della figlia scomparsa. “Sapeva che era l’ultima volta, che appiccando quell’incendio – in qualche modo, lo sapeva – sarebbe morto, anche se neanche adesso, sul prato della chiesa, con l’umido sotto e il cielo sopra, le sue ustioni erano mortali. Chiuse gli occhi, sentì qualcosa (…)”. L’altare della Chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano a Fabbrica è cinto da un intreccio di rami e di foglie. Sedendoci su una delle panche il cespuglio si accende del rosso del fuoco e, dall’altare che vibra, si diffonde la voce dell’autrice.

Vittorio Corsini: La storia diviene parte della comunità, il gesto folle viene concepito e quindi diventa accettabile. Per questo l’altare, il centro della chiesa, è incendiato.

Tiziano Scarpa: “è un cespuglio di rami e foglie che avvolgono l’altare; le luci si accendono, si arrossano, simulando il colore delle fiamme… come fosse un altare ancestrale, biblico, veterotestamentario: il roveto ardente, la rivelazione che brucia senza consumarsi. Le fiamme proteggono l’altare, e al tempo stesso lo divorano. È l’altare stesso che si immola, che si fa vittima, seconda la potente intuizione di Corsini: in modo che la sua consunzione luminosa, fissata dai fedeli, susciti immagini rivelatorie, allucinazioni più vere della percezione visiva”. 

Pietro Gaglianò: “Il viaggio ondivago attraverso le parti di Voci ha un passaggio di grande slancio nel santuario della Madonna del Latte, nella frazione di Fabbrica, dove il lavoro di Corsini e il testo di Laura Pugno si intrecciano in una trama fittissima di riferimenti reciproci con la chiesa, con la sua forma antica e con il culto che vi è praticato. Le contraddizioni della vita contemporanea, le lacerazioni del rapporto parentale, secoli di devozione e preghiera si coagulano in un nucleo densissimo che trova forma visibile nel cespuglio in acciaio cromato. Si tratta di un’interpretazione critica della natura, un’ulteriore declinazione dell’archetipo della casa-rifugio che l’artista ha sperimentato in altre occasioni e che, anche qui, racchiude un neon con un testo che esprime una lingua non articolata, una successione di fonemi che non si maturano in linguaggio. La luce rossa che incendia il cespuglio in acciaio, espressa quasi vocalmente da questo suono messo per iscritto, ha la stessa materia del fuoco che attraversa il racconto di Pugno, dell’abito mariano, della passione evangelica e di quella tragicamente umana, senza la stessa garanzia di salvezza”.


Bibliografia

VOCI un coro a Peccioli per un progetto di Vittorio Corsini, con una narrazione di Tiziano Scarpa e un testo critico di Pietro Gaglianò, Gli Ori 2021, Pistoia.


PHOTOGALLERY

SCHEDA OPERA

Artista Vittorio Corsini
Titolo Opera Rovo
Data 2018
Tecnica Acciaio, smalto, neon e voce narrante
Tipologia Installazione

DOVE SI TROVA


Fabbrica, Chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano

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