Vittorio Messina

Senza titolo

1992

Una stele, elemento monolitico, alta più di cinque metri, in mattoni pieni disposti secondo il tradizionale “Opus lateritium”, con una “finestra” rettangolare a base larga quasi quanto la sezione e sormontata da un frontale a struttura architravata. Nella parte superiore la porta è attraversata da tre fasce orizzontali e parallele tra loro, in marmo bianco, dove un’iscrizione in versi si insegue senza soluzione di continuità. “Chi trasporterà o valorosi sul far della sera il morto o la luna dall’altra riva del fiume”. Isolata, con uno stile in perfetta fusione con le architetture che la circondano, si riconosce la firma di una mano misurata e attenta. Il terrazzo panoramico in cui si trova consente la vista delle colline sottostanti. I muri costruiti intorno sono il recinto di una casa che non è mai stata ultimata. La sua posizione costringe l’osservatore a compiere un movimento circolare per poter osservare la stele nella sua completezza. La finestra che Messina crea all’apice della struttura sembra un “quadro vivo”, che muta con il mutare della luce. Essa è un richiamo all’antico dettame albertiniano della pittura come “finestra sul mondo”. L’opera invita il suo interlocutore ad una pausa; fermarsi, osservare, meditare, tacere, ascoltare sono azioni fondamentali nella vita e con questo “muro” l’artista vuole creare un’occasione per assaporare un istante. La frase incisa sul marmo di Carrara allude a tutti quei dubbi esistenziali di cui gli umani credono di essere depositari.

“La linea insistita dell’orizzonte esprime l’idea della quiete, ed è con quest’ultima che l’opera di Vittorio Messina apre un dialogo offrendo al passante un luogo in cui sostare, la fittizia imponenza del cielo e frammenti di natura per cui on si sa bene dove l’opera non sia. Essa si erige come un piano, un diaframma che allude ad uno spazio potenziale. È un apparire che dà alle cose prive di nome proprio la proprietà della forma e al paesaggio una lingua perché possa raccontare le sue ombre”.


Bibliografia
Rita Selvaggio, Specie di spazi, 1991, Bologna
Marco Scotini a cura di, Rapporto confidenziale, 2003 Gli Ori, Prato.
Marco Scotini a cura di, Contatto. 1. Cantiere Peccioli: arte pubblica e progetto urbano, 2003 Gli Ori, Prato.
Cristiana Ferrario, Peccioli una realtà dell’arte ambientale in Italia, Tesi di laurea del Corso di Laurea in Scienze dei Beni Storico-Artistici, Musicali, Cinematografici e Teatrali. Curriculum Storico-Artistico, Università degli Studi di Siena, A.A. 2009-2010.
Federica Marras, Territorio e creatività: l’esempio della Belvedere S.p.A. dalla discarica al Polo Museale, Tesi di laurea del Corso di Laurea in Scienze dei Beni Storico-Artistici, Musicali, Cinematografici e Teatrali. Curriculum Storico-Artistico, Università degli Studi di Siena, A.A. 2009-2010.


PHOTOGALLERY

SCHEDA OPERA

Artista Vittorio Messina
Titolo Opera Senza titolo
Data 1992
Tecnica Mattoni e marmo bianco
Tipologia Scultura

DOVE SI TROVA


Peccioli, Via Corbiano

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