Alessandro Rivolta

Insideout

2001

Nei corridoi dell’Hotel Portavaldera, ai cui lati sono allineate le stanze, sono stati installati una serie di pilastri che scandiscono lo spazio. Alessandro Rivola ha scelto di inserire dei light-box, che rappresentano la campagna toscana, come fossero delle grandi finestre affacciate sui paesaggi. Le foto rappresentano l’immagine più tradizionale che possa ricordarsi un turista qualunque. L’idea dell’opera è quella di far riflettere sugli effetti dell’artificiale sul contesto territoriale, l’opera non solo come memoria ma anche come monito. Inoltre c’è anche un ribaltamento di prospettiva: l’esterno diventa interno e viceversa, e anche il titolo, Insideout, ce lo indica. Rivola rivolge uno sguardo personale sul territorio in cui si trova a operare, riflette sul luogo, sulla natura e sul suo evolversi e modificarsi nel tempo. Anche in questo modo l’arte fuori dal museo si rapporta a ciò che la circonda. “Quando mi fu chiesto di realizzare dei lavori da installare in un albergo di Peccioli, pensai subito di realizzare delle immagini che già da tempo avevo in mente. Ma quando mi proposero di lavorare sull’ambiente di Peccioli, la cosa cambiò e divenne un’opera/installazione maledettamente più difficile. Difficile perché normalmente un artista colloca un’opera/installazione frutto di una sua ricerca in uno spazio, dando così un’impronta che trasforma lo spazio medesimo. Difficile, da un punto di vista di immagine quando vidi per la prima volta l’ambiente che circonda Peccioli - colline, casolari, boschi e soprattutto infinite distese di campi di grano – non ricadere in contesti ampiamente sfruttati. Infatti lavorando con il media fotografico e guardando dall’alto di queste colline i campi coltivati, cercavo di scacciare le immagini di autorevoli autori come Franco Fontana, di Dennis Stock o i particolari di piante/fiori di Denis Brihat. È la sfiga di quelli della mia generazione, che da quando siamo nati ci sentiamo dire che ormai è già stato fatto/inventato tutto. È vero, ma è vero anche che è stato rovinato tutto. Nell’era della globalizzazione economica, il risvolto negativo è soprattutto la “deterritorializzazione umana”; selvagge costruzioni, orrendi quartieri dormitorio di periferia senza identità, diventano “non luoghi” e come dice l’arch. Vittorio Gregoretti “la città spezza il legame che ha sempre avuto con il contesto materiale e storico da cui traeva forma la sua identità specifica”. In questo paesaggio ancora intatto, ho voluto semplicemente evidenziare l’intervento umano, un intervento però armonioso e semplice, perfettamente integrato con il suo ambiente; un intervento non passivo ma attivo. E nelle mie immagini questi interventi - come il covone di fieno, l’albero piantato dall’uomo, la strada e il palo del telefono - li ho evidenziati forzandone la naturale cromia, rendendo questi particolari “non luoghi”.


Bibliografia
Marco Scotini a cura di, Rapporto confidenziale, 2003 Gli Ori, Prato. 
Marco Scotini a cura di, Contatto. 1. Cantiere Peccioli: arte pubblica e progetto urbano, 2003 Gli Ori, Prato. 
Cristiana Ferrario, Peccioli una realtà dell’arte ambientale in Italia, Tesi di laurea del Corso di Laurea in Scienze dei Beni Storico-Artistici, Musicali, Cinematografici e Teatrali. Curriculum Storico-Artistico, Università degli Studi di Siena, A.A. 2009-2010.
Federica Marras, Territorio e creatività: l’esempio della Belvedere S.p.A. dalla discarica al Polo Museale, Tesi di laurea del Corso di Laurea in Scienze dei Beni Storico-Artistici, Musicali, Cinematografici e Teatrali. Curriculum Storico-Artistico, Università degli Studi di Siena, A.A. 2009-2010. 


PHOTOGALLERY

SCHEDA OPERA

Artista Alessandro Rivolta
Titolo Opera Insideout
Data 2001
Tecnica
Tipologia

DOVE SI TROVA


Peccioli, Hotel Portavaldera

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