VOCI
VITTORIO CORSINI con LAURA BOSIO, MAURO COVACICH, MAURIZIO DE GIOVANNI, ROMANO DE MARCO, FABIO GENOVESI, FERRUCCIO PARAZZOLI, LAURA PUGNO
Un progetto del Comune di Peccioli in collaborazione con Fondazione Peccioliper

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Sabato 21 aprile 2018 è stata inaugurata a Peccioli la prima edizione di VOCI un progetto del Comune di Peccioli in collaborazione con la Fondazione Peccioliper: racconti inediti di sei tra i più noti scrittori italiani contemporanei - Laura Bosio, Mauro Covacich, Maurizio de Giovanni, Romano De Marco, Ferruccio Parazzoli, Laura Pugno - e la pratica artistica di Vittorio Corsini hanno dato voce e forma a sei nuove installazioni permanenti che, a partire dalla cittadina di Peccioli, si snodano tra i borghi circostanti creando percorsi inattesi.
Il 4 ottobre 2019 è stata inaugurata la seconda edizione del progetto con la scrittura di un racconto affidata a Fabio Genovesi.

VOCI è nato dalla volontà di creare all’interno del territorio del Comune di Peccioli un percorso artistico-letterario che accompagni alla scoperta di luoghi nuovi e inesplorati. Le voci narranti sono quelle di alcuni tra i maggiori autori contemporanei. A ciascuno di loro è stato chiesto di costituire un tassello di questo percorso, scrivendo un racconto a partire dalle suggestioni nate dall’incontro con alcuni edifici religiosi e non del territorio, per lo più costruiti in prossimità di piccoli borghi, ognuno con una propria storia e identità. Trasposte in forma audio dagli stessi autori, queste storie tornano al luogo che le ha generate e trovano modalità di ascolto attraverso sei nuove opere concepite appositamente da Vittorio Corsini e installate all’interno del Campanile della Chiesa di San Verano, della Chiesa della Madonna del Carmine e della Chiesa delle Serre a Peccioli, nella Chiesa di San Giorgio a Cedri, nella Cappella dei Santi Rocco e Sebastiano a Fabbrica, nell’Oratorio della Santissima Annunziata a Ghizzano, nel Cinema Passerotti a Peccioli.
La ricerca di Vittorio Corsini si estende attraverso tre decenni di intensa attività nel campo della scultura e dell'installazione; fin dagli inizi si concentra sul concetto e sui modi dell’abitare, sulle dinamiche che interessano la vita negli spazi domestici e negli spazi pubblici e sullo spazio fisico come metafora di incontro tra l’individuo e la collettività. Essenziale nelle forme, il lavoro di Corsini si fa tramite di un contenuto emozionale e genera le condizioni per una diversa esperienza del quotidiano. Nel corso degli anni numerosi interventi di arte pubblica nello spazio urbano hanno visto l’artista a lavoro in centri abitati con la realizzazione e la progettazione di cortili, fontane, giardini pensati come generatori di incontri e sorti come effetto di pratiche ordinarie o abitudini consumate dagli abitanti locali. “Abbiamo bisogno di attivare nuovi territori, afferma Corsini, l’artista è come un esploratore che rende visibili quei nuovi territori, che oggi sono fatti non tanto di materiali, tecniche, linguaggi, quanto piuttosto di modi, rapporti, energie (…) La scultura pubblica per me è qualcosa che attiva uno spazio; è importante che l’opera funzioni, che si possa attraversare, che sappia dialogare che possa assumere una dimensione umana e sociale, di scambio e di relazione”.
Riprodotta su un tappeto di segatura colorata piuttosto che proiettata come fascio di luce sulle pareti di una stanza, la parola da sempre è uno degli elementi fondanti della ricerca di Vittorio Corsini. Nel 2007 collabora per la prima volta con uno scrittore per “Chi mi parla”, un lampione con seduta che racconta le storie degli abitanti del luogo. Nel 2011, avvalendosi nuovamente dell’ausilio di due scrittori realizza per il MACRO di Roma “Xenia”, un luogo di sosta ritagliato sulla terrazza del museo, dove le vibrazioni di una staccionata trasformano i racconti in suono.
Definiscono uno spazio, creano relazioni, predispongono all’ascolto e, come nell’installazione romana, danno materialmente voce alle narrazioni dei sei autori le opere che Corsini concepisce per VOCI.

LE OPERE

E non per vendetta è il titolo dello scritto di Laura Bosio. Narratrice dell’anima, in questo racconto come nei suoi libri sceglie una donna come protagonista della storia. Liuba è una ragazza ucraina che fugge dalle violenze della guerra. Approda a Peccioli e grazie all’aiuto del parroco della Chiesa del Carmine dà inizio a una nuova vita. Corsini coglie del racconto della Bosio la dimensione corale e predispone all’ingresso della chiesa due sedute a semicerchio che si fronteggiano. L’elemento posto al centro diffonde la voce narrante dell’autrice.

La scrittura di Mauro Covacich dialoga in modo intenso con l’arte come testimonia la pentalogia che realizza tra il 2003 e il 2011. “Il sagrato è protetto da due lecci. Sul tronco di entrambi un’antica ferita. Due alberi gemelli castigati dallo stesso fulmine, sopravvissuti allo stesso incendio, in cima a questa altura che sembra una nuvola sospesa sulla campagna, e invece è terra, invece è Toscana”. Così Covacich inizia il suo racconto, accompagnandoci all’interno della Chiesa delle Serre di Peccioli. Credo è un monologo interiore, una preghiera laica lucida, spietata, a tratti disperata che tuttavia non abbandona la speranza. Corsini restituisce visivamente il rigore della scrittura di Covacich collocando all’interno della chiesa delle panche di pietra. A “parlare” dall’alto di un ponteggio di ipotetici lavori in corso, un asse in legno che vibra.

Maurizio de Giovanni è autore di una fortunata serie di romanzi che ha come protagonista il commissario Ricciardi e di un’altra saga altrettanto celebre, I bastardi di Pizzofalcone, un filone del police procedural ambientato a Napoli. Per questo progetto firma Il segno della Madonna. La storia, ambientata all’interno della Chiesa di San Giorgio a Cedri, racconta un’improbabile conversazione tra due anziani personaggi, Giuseppe e Guido, in merito alla “scomparsa” di un prezioso dipinto: la Madonna dell’Umiltà di Beato Angelico. “Sono molto diversi fra loro, i due anziani. Uno se ne sta dritto, composto, i capelli grigi tirati all’indietro e gli occhiali di corno, le mani in grembo. L’altro è un po’ curvo, la chioma candida disordinata sulla nuca e sulle spalle, una specie di mantello scuro addosso. Le mani gli tremano un po’ (…)”. L’installazione di Corsini è un invito a riflettere sul paradosso diacronico messo in scena dallo scrittore.

Si intitola L’ora della verità il racconto di Romano De Marco, uno dei più apprezzati scrittori italiani di genere poliziesco, noir e, più di recente, thriller. Il giallo si consuma durante la visita di un famoso quanto attempato scrittore, il professor D’Eramo, ad uno dei monumenti simbolo di Peccioli, il Campanile della Chiesa di San Verano. “È la storia di una ragazza che si suicidò, gettandosi proprio da una di queste aperture.” D’Eramo lo guardò, finalmente incuriosito. “Aveva vent’anni, ed era di qui, di Peccioli. Sin da bambina sognava di diventare una scrittrice di romanzi (…)”. Corsini fa correre la voce di De Marco lungo il corrimano delle scale che danno accesso alla torre. Il suono ci conduce idealmente fino alla sommità del Campanile; lì De Marco svela il finale della sua storia.

Ferruccio Parazzoli è uno dei più significativi scrittori contemporanei, i suoi romanzi si caratterizzano per una costante attenzione ai problemi etici e per il capovolgimento del fantastico e del metafisico nell’umile quotidiano. Per predisporre le persone all’ascolto della narrazione di Parazzoli, Prima della notte, Corsini colloca sul fondo dell’Oratorio della Santissima Annunziata a Ghizzano due sedie e una scultura di marmo statuario. Le sedie poste vicine, ricreano quell’atmosfera intima e privata che caratterizza la conversazione tra i due protagonisti del racconto: “(…) Questa che vede”, riprese il professore, “è la Santa dei Santi, il mio oratorio privato. Qui regna la pace. Vuole sapere da cosa erano ricoperte queste pareti prima che prolificasse questa colonia di Santi? Libri, soltanto libri, ormai inutili libri. La metamorfosi ebbe origine molti anni fa quando…” Si tolse gli occhiali, appoggiò il capo sulla spalliera della poltrona e cominciò a raccontare, come raccontasse un sogno (…)”.

“Ogni autore ha delle ossessioni che si ripropongono: io torno spesso a scrivere di natura, del rapporto tra l’uomo e gli animali, delle trasformazioni del pianeta, ma anche del rapporto che abbiamo con la morte e la scomparsa. Un’ambientazione ricorrente, per me, è il bosco”, dichiara la poetessa e scrittrice Laura Pugno in una intervista rilasciata in occasione del Premio Campiello 2017. L’incendio, il racconto che scrive per questo progetto, è la storia di Pietro un uomo che appicca incendi convinto di ritrovare, tra le fiamme del fuoco, il volto della figlia scomparsa. “Sapeva che era l’ultima volta, che appiccando quell’incendio – in qualche modo, lo sapeva – sarebbe morto, anche se neanche adesso, sul prato della chiesa, con l’umido sotto e il cielo sopra, le sue ustioni erano mortali. Chiuse gli occhi, sentì qualcosa (…)”. L’altare della Chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano a Fabbrica è cinto da un intreccio di rami e di foglie. Sedendoci su una delle panche il cespuglio si accende del rosso del fuoco e, dall’altare che vibra, si diffonde la voce dell’autrice.

Fabio Genovesi, ispirato dal Cinema Passerotti di Peccioli, ci ha regalato “La Messa in cinemascope”. Narrata dallo stesso autore, la storia trova modalità di ascolto nella nuova installazione di Vittorio Corsini, "Trailer", all’interno dell’ex cinema del paese. L’artista interviene su una delle poltroncine collocate nella platea creando una sorta di postazione “fantastica” che grazie all’interazione con i visitatori trasporta in una dimensione sonora e visiva fuori dal tempo. I ricordi di Genovesi bambino si fanno memoria collettiva e la voce dell’autore diventa magicamente quella del cinema: “(…) di colpo le luci si spegnevano e partiva la musica fortissima dagli altoparlanti, allora tornavo con gli occhi spalancati là davanti, e mi tenevo forte al legno del sedile, pronto a una nuova messa in onore delle mie divinità preferite. Che erano Godzilla, King Kong, Dracula, Frankenstein e altri mostri favolosi. (…) E poi, all’epoca, i film erano magici, e somigliavano davvero a entità superiori e venerabili. Infatti ti aspettavano lì, nel loro tempio, ed eri tu che dovevi andare ad adorarli. Nei cinema, che erano tantissimi in ogni città e cittadina, ma anche nei posti più piccoli e sperduti, quelli che ci passi per caso e anzi per sbaglio, e non immagini l’inestimabile, sbilenca bellezza delle persone che ci vivono, uniche ed estrose e con la mente che ribolle di idee folli e geniali insieme, che in città non c’è mai il tempo di considerare”.


INFORMAZIONI / SCHEDA TECNICA

Titolo
VOCI, Vittorio Corsini con Laura Bosio, Mauro Covacich, Maurizio de Giovanni, Romano De Marco, Fabio Genovesi, Ferruccio Parazzoli, Laura Pugno.

Un progetto del Comune di Peccioli in collaborazione con Fondazione Peccioliper Progetto editoriale a cura di Sandra Furlan

Sedi espositive
Chiesa del Carmine in Piazza del Carmine a Peccioli; Chiesa delle Serre presso Le Serre; Campanile della Chiesa di San Verano in Piazza del Popolo 1 a Peccioli, Cinema Passerotti a Peccioli in Viale Mazzini 2; Chiesa di San Giorgio in Via di Cedri a Cedri; Oratorio della Santissima Annunziata in Via Santa Maria a Ghizzano; Chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano in Via Vittorio Veneto a Fabbrica.

INGRESSO LIBERO

Per informazioni
Fondazione Peccioliper, tel 0587 672158, da lunedì a venerdì 9-13 / 15-17; info@fondarte.peccioli.net; www.fondarte.peccioli.net; Ufficio informazioni e accoglienza turistica del Comune di Peccioli, tel. 0587 936423, martedì, giovedì, venerdì 10-13 e mercoledì, sabato, domenica 10-13 /15-17

Ufficio Stampa
Silvia Pichini silviapichini@ngi.it, mob. +39 347 45 36 136

Contatti

Fondazione Peccioliper
Piazza del Popolo, 10
56037 Peccioli (PI)
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