The telephone - La serva padrona

Mercoledì 20 luglio ore 21.30

THE TELEPHONE

Opera Buffa in un atto

libretto e musica di Gian Carlo Menotti

LA SERVA PADRONA

Intermezzi per musica

libretto di Gennarantonio Federico

musica di Giovanni Battista Pergolesi

Revisione critica di Francesco Degrada

1° rappresentazione, Napoli, Teatro S. Bratolomeo, 1733

 

Spettacolo a pagamento 


Personaggi e interpreti

Lucy/Serpina, Aleksandra Kubas-Kruk

Ben/Uberto, Filippo Polinelli

Vespone sevo muto, Salvatore Caruso

Direttore, Flavio Emilio Scogna

Regia e scene, Jacopo Fo

Aiuto regia, Matteo Mazzoni

Luci, Marco Scattolini

Orchestra Time Machine

Coproduzione Fondazione Teatro di Pisa, Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi

 

Un insolito dittico, due titoli solo apparentemente distanti tra loro. The Telephone, di Gian Carlo Menotti scritta nel 1947, e La Serva Padrona, intermezzo per musica e capolavoro di Giovanni Battista Pergolesi, del 1733. Due opere buffe, che trattano entrambe dell’amore in maniera comica, avvalendosi entrambe di un terzo incomodo: il telefono, in Menotti, il servo muto, in Pergolesi. 

Con rara lungimiranza e preveggenza (l’opera è del 1947) Menotti rende il telefono un elemento in grado di monopolizzare totalmente le energie e le attenzioni di Lucy, la protagonista. Il suo fidanzato Ben si reca a trovarla con lo scopo di salutarla poiché deve partire, ma non vuole farlo senza averla chiesta prima in moglie, cosa che si renderà impossibile perché la ragazza è impegnata in una serie di conversazioni telefoniche senza soluzione di continuità. Il lieto fine arriva quando Ben ha un’illuminazione in extremis e decide di comunicare ciò che ha da dire a Lucy da lontano, usando appunto l’odiato telefono. 

La Serva Padrona di Pergolesi (1733) è la seconda opera messa in scena. Serpina risoluta e capricciosa serva di Uberto riesce, con una serie di stratagemmi e furberie tipiche dell’opera buffa di scuola napoletana settecentesca, a sposare il suo padrone e a cambiare quindi il suo status appunto da serva a padrona. In questo caso l’elemento di contrasto è rappresentato da un servo muto, Vespone, che aleggia come un grosso insetto molesto, animando burattini o marionette di diverse dimensioni aventi le fattezze dei due protagonisti, come una sorta di destino burlone che si diverte a giocare con i personaggi.

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