Animali, divinità  e simboli in Etruria

Conferenza a cura di CRISTINA CAGIANELLI, archeologa e storica dell'arte

MERCOLEDÌ 19 LUGLIO ore 18,30 
Le Notti dell’Archeologia 2017 
 
“Animali, divinità e simboli in Etruria”
Conferenza a cura di CRISTINA CAGIANELLI, Archeologa e storica dell'arte
 
 
PECCIOLI, Museo Archeologico
Piazza del Carmine, 33
 
In occasione delle Notti dell’Archeologia 2017 viene inaugurato un nuovo allestimento del Museo Archeologico di Peccioli.


La scoperta dello scheletro intatto di un cinghiale nell’area del santuario di Ortaglia, nel distretto di Peccioli, evoca un complesso scenario di rituali che caratterizzano  la civiltà etrusca.
Le pratiche del sacrificio e delle offerte votive che coinvolgono gli animali rimandano a varie divinità e rivestono oscure simbologie, tutte ancora da svelare.
Se gli animali più presenti nella vita quotidiana, quali bovini, ovini e suini, sono offerte comuni e generiche per propiziarsi il favore degli dei per varie necessità, il sacrificio di altri animali evoca scenari più complessi. Il cinghiale, protagonista del mito della caccia calidonia, considerato portatore di una forza distruttrice che può essere identificata con la morte, potrebbe rappresentare un’offerta per allontanare questo pericolo sempre incombente. Il cavallo, vero e proprio status symbol degli aristocratici, era immolato in circostanze eccezionali, quali la morte del proprietario, o la partenza per un’impresa di particolare rilievo.


Gli animali in Etruria potevano anche essere elementi di identificazione delle varie divinità, così la civetta per Menerva, il cervo per Artumes, la colomba per Turan, il pesce per Nethuns, il serpente per i demoni infernali.
Immagini di animali appartenenti a realtà geografiche lontane come leoni, pantere e leopardi, erano assimilati a mostri quali sfingi, centauri e grifi e posti all’ingresso delle tombe, o al loro interno, come materializzazioni del terrore suscitato dall’Aldilà o in funzione di guardiani dell’ultima dimora.
Ma l’arte etrusca ci restituisce, seppure eccezionalmente, anche figure di cani, gatti e piccoli volatili colti in un rapporto di interazione affettiva con l’uomo, aspetto questo che più si avvicina alla nostra sensibilità odierna.
Nella conferenza a cura di Cristina Cagianelli “Animali, divinità e simboli in Etruria” si cercherà di chiarire e approfondire queste affascinanti tematiche. 

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